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Chiudere la Discarica

Discarica Lombardi Ecologia: una storia che puzza

La cronaca infinita della discarica Lombardi Ecologia in contrada Martucci, in agro di Conversano e al confine con il territorio del comune di Mola.


Fine anni '70-inizio anni '80

Il territorio tra Mola e Conversano si riempie di cave abusive di terreno destinato all'agricoltura. In questi enormi buchi del territorio finisce ogni tipo di rifiuti.

1978

La cava di terreno effettuata dalla ditta Giovene in contrada Martucci è già una discarica, anch'essa abusiva.

5 Ago. 1983

Nasce ufficialmente la discarica in contrada Martucci: il Sindaco di Conversano Di Vagno prende atto dell'esistenza di una cava con deposito di materiali inerti in contrada Martucci e in base al DPR 915/82 autorizza l’apertura di una discarica.

1986    

Lombardi, gestore della discarica, effettua una impermeabilizzazione artificiale supplementare. Una relazione geologico-tecnica redatta ai fini della valutazione dell'idoneità dell'impianto ad ospitare RSU (Rifiuti Solidi Urbani) aveva messo in evidenza le caratteristiche di permeabilità del terreno.

1987    

La discarica è grande 30 ettari e in quest'anno smaltisce 100.000 tonnellate di RSU di cui 10 mila  t di Mola.

Set. 1988    

Il Consiglio Comunale molese si oppone alla proposta di Piano Regionale che prevede un ampliamento della discarica Martucci. Anche il Consiglio Provinciale si pronuncia a sfavore della proposta di Piano Regionale.

Apr. 1988    

La discarica Lombardi in contrada Martucci ospita rifiuti di Firenze e di tante altre città del Nord Italia.

Dic. 1988-Gen. 1989    

Dopo le proteste e le azioni del Comune di Conversano i rifiuti provenienti da Firenze non sono più ospitati. Il Sindaco di Conversano Francesco Cavallo, dichiara che c'è stata negli anni una grave superficialità da parte del Comune di Conversano, della Provincia di Bari, della Regione Puglia e della USL BA/15, perché negli anni non hanno mai fatto controlli sulla gestione della cava, sulle sue capacità inquinanti e su che tipo di rifiuti finivano in quella discarica.

16 Dic. 1988    

Dopo dieci anni di denunce l'Amministrazione comunale molese sospende con un'ordinanza l'attività di estrazione del terreno nelle cave non autorizzate. Secondo l'Ufficio tecnico vi sono almeno 12 ettari di cave abusive. In alcune di esse, ad esempio in quella ubicata in contrada Pozzovivo, i rifiuti (copertoni) sono scaricati e bruciati illegalmente senza alcuna precauzione.

Feb. 1989    

L'on. Andrea Borruso (DC) effettua una interrogazione scritta all'allora Ministro dell'Ambiente Giorgio Ruffolo (PSI) per denunciare la mancanza di controlli e analisi sulla discarica gestita da Lombardi in Contrada Martucci e sollecita controlli e azioni per impedire l'attività estrattiva abusiva in altre cave con successiva trasformazione in discariche.

Lug. 1989    

Un'ordinanza del sindaco di Conversano vieta alla Lombardi di ricevere nella discarica Martucci rifiuti provenienti da altre province.

Set. 1989    

Il Sindaco di Conversano dispone analisi per controllare lo stato del territorio al di sotto della discarica.

Nov. 1989    

Rifiuti speciali ospedalieri sono scaricati in contrada Martucci per ordinanza del Presidente della Giunta Regionale Colasanto.

La proposta di Piano Regionale dei Rifiuti prevede nella cava di Pozzovivo una discarica di 10 ettari per 800.000 m3 di rifiuti tossici e nocivi, anch’essa gestita da Lombardi .
    
Dic. 1989    

Il Consiglio Comunale di Mola respinge con una mozione l'ipotesi della Regione di fare una cava di rifiuti speciali a Pozzovivo nella cava abusiva. Ernesto Maggi, allora consigliere comunale e provinciale, denuncia in Consiglio Comunale che nonostante il divieto del Sindaco di Conversano, Lombardi ospita rifiuti provenienti da altre province.

Il Sindaco di Conversano chiude la discarica con un'ordinanza. Il TAR sospende la chiusura e annulla il divieto di accettare rifiuti da altre province.

Gen. 1990    

Si costituisce a Mola il Comitato cittadino per la salvaguardia dell'ambiente (aderiscono tutte le associazioni e i partiti del territorio) per contrastare la decisione di localizzare in contrada Pozzovivo la discarica di rifiuti speciali tossici e nocivi. Nei documenti regionali i presupposti tecnici relativi alla descrizione del sito non corrispondono alla realtà.

Il vicepresidente e assessore alla Programmazione della Regione Puglia, avv. Franco Borgia, al mensile Realtà Nuove dichiara che considera le discariche controllate «uno strumento di risanamento ambientale che consente anche di porre rimedio ai guasti arrecati in passato ad aree del nostro territorio con l'esercizio di attività estrattive»!!!

6 Feb. 1990    

L'assessore provinciale Guaccero chiude la discarica Martucci perché sospettata d'aver inquinato la falda sottostante. La USL Ba/10 è incaricata di fare analisi da un pozzo di monitoraggio trivellato nella discarica. Nessuno ha mai controllato che tipo di rifiuti siano stati introdotti nella discarica.

6 Mar. 1990    

La discarica viene riaperta.

Mar. 1990    

L'assessore regionale alla Programmazione, incontrando il Sindaco di Mola, i capigruppo consiliari e il Comitato cittadino per la salvaguardia dell'ambiente si impegna a eliminare il sito di Pozzovivo dal Progetto di Piano regionale per rifiuti speciali tossici e nocivi.

Ott. 1990    

Nella discarica Martucci ci sono cumuli di rifiuti ben oltre il livello consentito, fanghi non identificati e un via vai di camion e TIR che scaricano rifiuti senza sosta nonostante la discarica sia esaurita. È inoltre ricoperta da rifiuti anche un'area non autorizzata di ben 2 ettari (sono 4 quelli autorizzati).

A Conversano scatta la protesta popolare e nasce il Comitato cittadino per la difesa dell'ambiente.

Nov. 1990    

Il 5 e il 7 a Conversano è sciopero generale. La protesta popolare spontanea scavalca i partiti e il Consiglio comunale. Conversano e la discarica Martucci sono sulle pagine dei maggiori quotidiani nazionali. Molti cittadini sorvegliano gli ingressi alla discarica. L'8 il Sindaco di Conversano chiude la discarica in quanto l'Ufficio Tecnico accerta che i 4 ettari autorizzati sono esauriti e che sono presenti rifiuti a cielo aperto in vaste zone non autorizzate. Intanto, a Conversano si tengono numerose e partecipatissime assemblee e manifestazioni.

A Mola si riunisce il locale Comitato cittadino per la salvaguardia dell'ambiente. Non c'è la stessa compattezza di Conversano, in molti sono preoccupati perché Lombardi ha sospeso il servizio di raccolta dei rifiuti. Intanto in Parlamento i Verdi presentano un'interrogazione a risposta scritta ai ministri della Sanità e dell'Ambiente, in cui tra l'altro chiedono l'intervento dei NAS e dei NOE per appurare i danni causati dalla discarica. Nelle riunioni non si giunge a posizioni comuni.

Lombardi fa richiesta al TAR di annullamento dell'ordinanza di chiusura della discarica; il TAR respinge la richiesta.

Per arginare l'emergenza della chiusura di contrada Martucci, Lombardi è autorizzato a stoccare provvisoriamente i rifiuti nella ex cava abusiva di contrada S. Vincenzo, per poi trasportarli a Brindisi. Ma in realtà smaltisce i rifiuti in modo permanente ricoprendoli di terra.

Dic. 1990    

I rifiuti a cielo aperto sulle particelle non autorizzate puzzano e sono putrescenti.

Continuano le iniziative di protesta a Conversano. A Mola il Comitato organizza una manifestazione alla quale partecipano un migliaio di cittadini

Il presidente della Giunta regionale Bellomo finalmente firma un decreto che revoca l'autorizzazione provvisoria all'esercizio della discarica Lombardi.

Mar. 1991    

Dopo una lunga preparazione e mediazione del sindaco Vitantonio Dellegrazie e del Comitato molese per la salute il 5 marzo si svolge una manifestazione molto partecipata con serrata dei negozi a favore della chiusura della discarica in contrada Martucci.
Il 6 marzo, con molti conversanesi e meno molesi a manifestare sotto le sue stanze, il TAR decide che la contrada Martucci deve restare chiusa.

Il 15 marzo il Consiglio di Stato dice no alla richiesta di ampliamento della discarica Martucci inoltrata da Lombardi.

Intanto la Lombardi continua illegalmente a scaricare, compattare e coprire con terreno i rifiuti in contrada S. Vincenzo, invece di stoccarli e trasportarli a Brindisi.

Arrivano tecnici dell'Istituto superiore di Sanità per verificare lo stato della discarica Lombardi in contrada Martucci. La Usl BA/15 affida alla multinazionale SGS l'analisi della composizione dei rifiuti scaricati nel corso dei 10 anni nella discarica.

Lug. 1991    

Viene avviato un procedimento penale (n. 3146/91) in base al quale il giudice istruttore per le indagini preliminari della Pretura circondariale di Bari dispone una serie di rilievi e misure del campo magnetico all'interno della discarica Lombardi in contrada Martucci per verificare la presenza di quantità anomale di metalli riconducibili a fusti o container seppelliti.

L’Assessore provinciale all'Ecologia e i sindaci dei 23 comuni che depositavano i rifiuti nella discarica Martucci discutono su come gestire i loro rifiuti.

Set. 1991    

La discarica è chiusa da 10 mesi per le irregolarità riscontrate durante i procedimenti sopra riportati nella costruzione e gestione dell'impianto. Sulla superficie della discarica gorgoglia in numerosi pantani il biogas prodotto dalla fermentazione dei rifiuti (la legge vieta assolutamente la dispersione di biogas).

La discussione tra l'assessore provinciale all'Ecologia Fazio e il sindaco Dellegrazie, secondo indiscrezioni della Gazzetta del Mezzogiorno (20 Set. 1990), sembra individuare a Pozzovivo (di nuovo!) il sito per un impianto di compostaggio o di inertizzazione per il trattamento di rifiuti solidi urbani e fanghi biologici. Il Comitato cittadino molese per la salvaguardia dell'ambiente respinge ancora una volta l'ipotesi con un comunicato.

Gen. 1992    

Un gruppo di tecnici ed esperti nominato dalla Giunta regionale incaricati della rivisitazione su base tecnica e scientifica del Progetto di Piano Regionale per lo Smaltimento dei Rifiuti Solidi Urbani in Puglia esclude per ragioni socio-ambientali il territorio di Mola come possibile sito per impianti, discariche o altro.

Nov. 1992    

Il Comitato per la difesa dell'Ambiente di Conversano lamenta irregolarità e fortissimi ritardi nelle analisi dei rifiuti in contrada Martucci.

Gen. 1993    

La discarica Martucci è ancora chiusa.
La ex cava abusiva in contrada S. Vincenzo, in cui era stato provvisoriamente autorizzato lo stoccaggio momentaneo di rifiuti, è diventata una discarica abusiva! Lombardi invece di depositare temporaneamente i rifiuti per poi spedirli in apposite discariche controllate continua irregolarmente a scaricarli definitivamente a S. Vincenzo e a ricoprirli di terreno per mimetizzarli.

30 Mar. 1993     

Il Consiglio di Stato annulla per vizi formali il provvedimento del TAR del Marzo '91 che ordinava la sospensione dell'esercizio dell'impianto di discarica di rifiuti in contrada Martucci.

Apr. 1993
    

La procura della Repubblica pone sotto sequestro la discarica abusiva nella cava di S. Vincenzo a seguito degli esposti-denunce del Commissario prefettizio Varratta e del movimento La Rete di Mola.

Il Comune di Mola concede a Lombardi di interrare "provvisoriamente" i rifiuti raccolti nel territorio di Mola in contrada Pozzovivo per poi trasportarli in impianti autorizzati entro pochi giorni. Il trasporto a impianti autorizzati non ha luogo.

Il Tribunale della Libertà di Bari dissequestra la discarica abusiva in contrada San Vincenzo.

Giu. 1993    

Il Consiglio regionale della Puglia approva finalmente il Piano per lo smaltimento dei rifiuti urbani. Il Piano regionale prevede che l’individuazione dell’area su cui deve insistere la discarica sia di responsabilità dell’Amministrazione provinciale. Quindi il Comune di Mola non ha la competenza di autorizzare Lombardi. Il Piano regionale impone il “reimpiego e il riciclo” degli inerti.

Lug. 1993 
   

La Lombardi Ecologia chiede all'Amministrazione provinciale l'autorizzazione a proseguire lo smaltimento dei rifiuti in contrada Martucci.

Ago. 1993    

Bruciano rifiuti di ogni tipo nella discarica di Pozzovivo in precedenza temporaneamente autorizzata dal Commissario prefettizio.

Set. 1993    

La Giunta provinciale, in gran segreto e senza consultare i comuni interessati e trascurando il Piano Regionale dei Rifiuti approvato dalla Giunta regionale (che non prevede discariche a Mola) concede alla Lombardi ecologia l'autorizzazione alla riapertura della discarica sita in contrada Martucci sulla base della sentenza  del Consiglio di Stato del 30 Marzo 1993.

Dic. 1993    

Su sollecitazione del Sindaco di Mola Maggi, la Lombardi Ecologia presenta un progetto per la realizzazione di una discarica controllata per inerti in contrada Pozzovivo. Il progetto riguarda la cava abusiva che si trova lungo la strada provinciale Mola-Conversano e prevede lo smaltimento di “scarti di materiale da costruzione e materiali provenienti da demolizioni, costruzioni e scavi; materiali ceramici cotti; vetri di tutti i tipi; rocce e materiali litoidi da costruzione”.
Nella relazione tecnica del dott. Enrico Tatò si dichiara che la falda è situata ad una profondità di 287 metri ed è pertanto esclusa qualsiasi possibilità di inquinamento. La relazione geologica è ugualmente rassicurante: secondo lo studio litostratigrafico del dott. Gabrielli durante la perforazione non si è rilevata la presenza di acqua di falda”.

Il 15.12.1993, l’ufficiale sanitario del comune di Mola  dott. Miccolis trasmette parere favorevole “sotto l’aspetto igienico-sanitario”. Anche l’Ufficio tecnico emette “parere conforme a quello espresso dall’ufficiale sanitario”. La Commissione edilizia, invece, il 23 Dicembre, sospende il suo parere “in attesa di approfondimenti”.

Gen. 1994     

Realtà Nuove scopre incredibili incongruenze nell’incartamento relativo alla discarica in Contrada Martucci: le relazioni del dott. Tatò si avvalgono della relazione geologica del dott. Gabrielli che però fa riferimento ad altre particelle catastali. Inoltre, la falda è in realtà a soli 7-8 metri dal piano di campagna (non per caso il nome della contrada è “Pozzovivo”!) e non a 287 metri come attestato dalla relazione di Tatò.

Apr. 1994    

I fratelli Lombardi chiedono un risarcimento danni di oltre 15 miliardi al Comune di Conversano, al Sindaco dello stesso Comune e a Vincenzo Bolognino del Comitato per la salvaguardia dell’Ambiente (sempre di Conversano), perché presunti responsabili della chiusura della discarica Martucci. In sostanza i Lombardi, sulla scorta della sentenza emessa dal Consiglio di Stato il 30 Marzo 1993 che ha dato ragione ai Lombardi basandosi su difetti amministrativi e non su una considerazione ambientale, ritengono di aver subito un danno materiale, perché dal 1990 la discarica non è più esercitata.

La Giunta provinciale riautorizza per 12 mesi la Lombardi all’esercizio della discarica per rifiuti urbani in Contrada Martucci per un volume di 140.000 metri cubi e una quantità di rifiuti di 200 tonnellate al giorno. Nonostante i responsabili della USL BA/15 notino “la presenza di ampie zone di acqua stagnante sia all’interno delle aree autorizzate sia nelle zone immediatamente circostanti”, la Giunta ha approvato la delibera non facendo alcun riferimento alle tantissime infrazioni e omissioni della Lombardi nella gestione decennale dell’impianto di smaltimento.

Mag. 1994    

Il Consiglio comunale esprime parere favorevole a realizzare una discarica di inerti in Contrada Pozzovivo sulla strada provinciale Mola-Conversano gestita dalla Lombardi Ecologia nella cava che in realtà già contiene rifiuti di ogni genere.

Nov. 1994     

In seguito alle denunce e alle relativi indagini condotte dal Pubblico Ministero Francesca Pirrelli, seguite all’uso della cava in Contrada San Vincenzo, Paolo Lombardi, titolare della Lombardi Ecologia è rinviato a giudizio in quanto è accusato di aver violato l’art. 650 del Codice penale che prevede per chi “non osserva un provvedimento legalmente dato dall’Autorità per ragioni di giustizia o di sicurezza pubblica, o di ordine pubblico o di igiene” l’arresto fino a tre mesi o l’ammenda fino a 400.000.

Apr. 1995    

La Provincia di Bari autorizza la Lombardi a gestire l’esercizio della discarica di rifiuti solidi urbani in contrada Martucci ancora per un anno.
Il Comune di Conversano ricorre al TAR contro questa decisione.

Set. 1995    

L'ENEA, sulla base di un monitoraggio di circa mille siti affidato dalla Regione Puglia, afferma che la discarica di contrada Martucci è fortemente inquinata. L’analisi rivela un elevato livello d’inquinamento del suolo e delle acquee sotterranee, attribuibile alla mancata realizzazione dei necessari lavori di impermeabilizzazione artificiale, considerando che la roccia sottostante è permeabile. Viene inoltre appurata la presenza di rifiuti speciali allo stato solido oltre ai rifiuti solidi urbani (RSU), per cui la discarica era stata autorizzata.
Il Piano regionale di smaltimento degli RSU invitava i Comuni ad esercitare “i diritti di privativa” sul servizio di smaltimento, ma il Comune di Conversano non è intenzionato ad arrivare all’esproprio dell’area della discarica Lombardi, perché in questo modo si accollerebbe le responsabilità di Lombardi e sarebbe costretto a provvedere alla bonifica a proprie spese (17 miliardi).

Ott. 1995     

Si interrompono le trattative per la bonifica dell’area.

Il TAR Puglia accoglie il  ricorso del Comune di Conversano contro la deliberazione della Provincia di Bari con cui si autorizzava la ditta Lombardi Ecologia a gestire l’esercizio della discarica di rifiuti solidi urbani in contrada Martucci ancora per un anno e di fatto la chiude.
La Provincia nel giro di 24 ore riapre la discarica in contrada Martucci.

Giu. 1996    

La discarica Martucci, a causa delle potenzialità inquinanti dimostrate dall'ENEA, sembra finalmente scomparire dalla mappa degli impianti di smaltimento del Piano regionale .
 
Il Consiglio di Stato afferma che l’impianto della Lombardi Ecologia prima dell’entrata in vigore del DPR 915 del 1982 non funzionava come discarica, ma come deposito di materiali di risulta e di inerti. Pertanto ai sensi di quel provvedimento non poteva essere autorizzata l’apertura della discarica.

Nov. 1996     

La ditta Lombardi chiede l’ampliamento della discarica in contrada Martucci, in base all’art. 9 della L.R. 19/96 che prevede la possibilità che i Comuni o i gestori degli impianti possano fare domanda di ampliamento delle discariche e smaltimento dei rifiuti per fronteggiare l’emergenza.
La Provincia asseconda la richiesta, nonostante la legge escluda “gli impianti eserciti e censiti quali siti inquinanti”. Il Presidente della Giunta Regionale presenta la proposta al Ministro dell’Interno e al Ministro dell’Ambiente.
L’Assessore all’ambiente di Conversano, Franco Fanizzi, è il protagonista della battaglia contro la ditta Lombardi per la bonifica della discarica. L’Assessore all’ecologia di Mola, Stefano Gaudiuso, si affida alla volontà della Regione per la soluzione del problema rifiuti.

1999    

Il comune di Conversano e la Lombardi chiudono il contenzioso risalente alle proteste a cavallo del 1990. L’accordo legittima l’azione della Lombardi, che si impegna a mettere in sicurezza la discarica e versare a quel Comune 8 lire per kg di rifiuti smaltiti

18 ottobre 1999

Vengono consegnati in contrada Martucci i lavori per la realizzazione di un centro di raccolta, prima lavorazione e stoccaggio del materiale proveniente da raccolta differenziata. Costo oltre 5 miliardi di lire. L’impianto è stato trasferito a COGEAM ma non è mai entrato in funzione.

Ott. 2000    

Lombardi e il Comune di Conversano intendono costituire una società mista finalizzata alla separazione degli RSU in componente secca (da riciclare) e umida (da essiccare e conferire sotto forma di combustibile da rifiuto alla centrale termoelettrica di Brindisi).

Gen. 2001    

Il 4 gennaio il Consiglio Regionale approva la legge regionale 6/2001 per l’individuazione dei siti per lo smaltimento dei rifiuti di amianto, che assume la più bassa tariffa come criterio di scelta tra le diverse offerte. La Lombardi si candida a realizzare in contrada Martucci una discarica di per rifiuti speciali (amianto friabile in elevate concentrazioni, il più pericoloso), per un totale di 500.000 m3, il doppio del volume individuato dalla legge come sufficiente per l’intera provincia di Bari. L’intento sembra essere quello di realizzare un sito per lo smaltimento di amianto provenente anche da fuori provincia.

Giu. 2001
    

Il Consiglio comunale di Mola approva un ordine del giorno per chiedere alla Regione Puglia che il proprio parere sia vincolante per una decisione.

Si costituisce il Comitato Cittadino Salute e Ambiente.

Lug. 2001    

Il Ministero dell’Ambiente giudica inadeguato lo studio di impatto ambientale della discarica di amianto prodotto per Lombardi dall’ing. Carella, e ne sospende l’esame. La lettura dello studio mostra incongruità e palesi falsi, in merito a viabilità, distanza dai centri abitati, vegetazione spontanea e vocazione agricola della contrada, permanere dell’attività estrattiva, natura geologica e idrologica dell’area.

Nel dibattito del 2 luglio promosso dal Comitato Cittadino Salute e Ambiente, il sindaco di Conversano Bonasora, pur contrario alla discarica di amianto, ammette l’esistenza di un progetto di Tecnopolis per la costituzione in contrada Martucci di una filiera per il trattamento dei rifiuti (ecoparco) da 10 ettari, che includerebbe un inceneritore.

I consigli comunali di Mola, Conversano, Polignano a Mare e Rutigliano, riuniti congiuntamente, approvano un ordine del giorno che invita la Regione a modificare la legge 6/2001 in modo da rendere vincolante il parere dei comuni. Gli on. Maggi e Follini si esprimono contro la discarica.

Ago. 2001    

La Lombardi scrive al sindaco di Conversano, Bonasora, dichiarandosi disponibile a rinunciare alla discarica di amianto qualora gli venga richiesto dal comune di Conversano, che di conseguenza chiede la rinuncia.

Intanto il commissario straordinario all’emergenza ambientale Fitto autorizza la richiesta della Lombardi di usufruire di un terzo lotto da 70.000 m3 per la discarica di RSU, senza interpellare le amministrazioni locali.

Set. 2001    

La Renova srl, società nata dall’unione tra Lombardi ed Euroenergy, società del gruppo Marcegaglia (a sua volta produttore di impianti di termovalorizzazione), presenta alla Provincia un progetto per l’insediamento di un termovalorizzatore da 10 MW in contrada Martucci, finalizzato allo smaltimento di combustibile da rifiuto (CDR) e biomasse. Lo stesso progetto ottiene un cospicuo finanziamento previsto dalla legge 488.

Il commissario Fitto, elaborando un piano che prevede la realizzazione di un inceneritore per provincia, avoca a sé l’intera vicenda. Sarà ancora lui l’interlocutore di sindaci e cittadini dei comuni della zona, che esprimono fermo dissenso all’impianto del termovalorizzatore: oltre a determinare elevati rischi per la salute umana (dispersione in atmosfera di polveri sottili, diossina e altre sostanza cancerogene), esso sostituirebbe lo smaltimento di rifiuti solidi urbani con quello delle ceneri, riducendo i volumi ma aumentandone la pericolosità. Soprattutto, sarebbe in contrasto con il decreto Ronchi, che impone di privilegiare il riciclo all’incenerimento.

Ott. 2001    

Tecnopolis presenta un progetto per realizzare in contrada Martucci una filiera per il trattamento di rifiuti finalizzato al riciclaggio. Il comune di Conversano rende disponibile una superficie di 10 ettari, estensibile fino a 80.

Il sindaco di Conversano Bonasora, vicino alla sfiducia che determinerà un anno e mezzo di commissariamento del Comune, propone la realizzazione di un consorzio misto pubblico-privato per la gestione di tutti gli impianti attuali e futuri di trattamento dei rifiuti all’interno del bacino BA/5.

Nov.-Dic. 2001    

Fitto ottiene una proroga del mandato da commissario all’emergenza ambientale e propone la costruzione di cinque termovalorizzatori, chiedendo il parere delle amministrazioni locali. Il consiglio comunale di Mola tarda però a esprimersi sul  progetto Lombardi-Marcegaglia.
L’assessore provinciale all’ambiente di La Spezia giudica l’impianto proposto di vecchia generazione.

Mag. 2002    

Raffaele Fitto, di proroga in proroga ancora commissario straordinario all’emergenza, raddoppia il numero dei comuni afferenti al bacino BA/5: ora sono 21, per una popolazione di 400.000 abitanti, a utilizzare la discarica in contrada Martucci.

Giu.-Ago. 2002    

I comuni del bacino BA/5 firmano un protocollo per la costituzione di un consorzio finalizzato allo smaltimento dei rifiuti e prevedono di rendere pubblica sia la discarica sia il costituendo impianto di termovalorizzazione (senza che ne venga stabilita l’ubicazione). Il presidente della Provincia Vernola chiede ai comuni di sospendere il progetto fino alla formulazione del piano provinciale di gestione dei rifiuti.

Ott.-Nov. 2002    

Anche il terzo lotto viene esaurito e Fitto autorizza l’utilizzo di altri 300.000 m3, questa volta non in cava ma in sopraelevato: l’impatto ambientale è peggiore. Fitto, inoltre, decreta che, in assenza di una decisione concordata tra i sindaci del bacino BA/5 entro dicembre, fine del periodo di commissariamento, essa resterà la sede definitiva della discarica di servizio per l’intero bacino. Il sindaco di Acquaviva, comune nel quale ricade un sito che già nel 1993 e nel 1998 era stato dichiarato idoneo a contenere una discarica, tenta senza successo di far avallare le scelte commissariali.
Il consiglio comunale di Mola ricorre al TAR contestando i presupposti del decreto (Martucci è già un area degradata e non destinata ad attività agricole) con l’osservazione che i vicini Laghi di Conversano sono già stati messi sotto tutela ambientale da parte della Regione.

Gen.-Feb. 2003    

In assenza di diverse decisioni da parte della conferenza dei comuni del bacino BA/5 e in attesa della sentenza del TAR, il decreto di Fitto entra in vigore e la discarica di contrada Martucci resterà quella definitiva per i comuni del bacino. Pende tuttavia il ricorso al TAR del comune di Mola, avversato sia dal comune di Acquaviva sia dalla Lombardi ecologia.

Il mandato di commissario straordinario all’emergenza ambientale di Raffaele Fitto è prorogato fino a dicembre 2003.

Mar.-Apr. 2003    

Il TAR respinge il ricorso del Comune di Mola: Martucci resterà discarica di bacino. Contro questa decisione ricorre un imprenditore di Acquaviva proprietario di una cava.

Dic. 2004     

La Regione autorizza l’ulteriore volume di sopralzo di 485.000 m3.

Lug. 2006     

Nichi Vendola firma il contratto con cui trasferì alla COGEAM (di cui fa parte Lombardi Ecologia srl) la gestione dell’impianto complesso dei rifiuti urbani a servizio del bacino BA/5 (costituito da linea di biostabilizzazione e discarica di servizio-soccorso e linea di produzione di CDR in contrada Martucci, nonché per la gestione del centro di raccolta prima lavorazione e stoccaggio dei materiali provenienti dalla raccolta differenziata già realizzato nello stesso sito). Secondo il contratto, “l’inizio del servizio deve avvenire il primo giorno lavorativo naturale consecutivo dopo l’ultimazione del periodo per l’avviamento dell’impianto, pari a giorni trenta secondo l’offerta presentata dal Soggetto Gestore”.

28 febbraio 2007    

La Società LOMBARDI ECOLOGIA s.r.l. presenta la richiesta di autorizzazione integrata ambientale per l’esercizio della discarica che è gestita in forza dei provvedimenti rilasciati dal COMMISSARIO DELEGATO per l’emergenza ambientale nella regione Puglia, da ultimo con Ordinanza n. 30/CD del 20.12.2004, che ha autorizzato la prosecuzione all’esercizio.

1° aprile 2008     

Dopo 22 anni la discarica per rifiuti indifferenziati di Altamura, in contrada ‘Le Lamie’, chiude. Parte dei rifiuti di Altamura, Cassano e Santeramo, per complessive 90 tonnellate al giorno, vengono smaltiti   nell’impianto di Conversano.

Giugno 2008    

Va in crisi il sistema di smaltimento dei rifiuti in provincia di Lecce. Vendola dispone il trasferimento di circa 450 t/giorno di rifiuti dal Salento a Conversano.

30 giugno 2009    

In risposta alla forte preoccupazione espressa dal Sindaco di Mola Nico Berlen per l’ordinanza di trasferimento dei rifiuti dell’ATO Lecce 3 alla discarica in località Martucci, il Presidente Vendola assume tre impegni precisi: 1) chiudere definitivamente la discarica della Lombardi Ecologia, con una propria ordinanza “tombale”, il più presto possibile e comunque entro il 2009; 2) ridurre significativamente il quantitativo di rifiuti provenienti da Ugento a partire dal 15 settembre, se non prima; 3) tenere a Mola nella seconda metà di settembre una conferenza di servizi sullo stato dell’ambiente con la partecipazione dell’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale (ARPA Puglia) per valutare e inibire gli effetti dello smaltimento dei rifiuti avvenuto negli ultimi 23 anni in contrada Martucci.

Luglio 2009    

Si tengono diversi incontri in Prefettura per fronteggiare la crisi della provincia di Lecce che non sa dove smaltire i suoi rifiuti. Finiscono a Conversano con l’impegno di tutti a chiudere entro il 2009 la discarica di Conversano.

Agosto 2009    

In contrada Martucci arrivano anche più di 1000 t/giorno di rifiuti indifferenziati che non vengono coperti ogni giorno. I camion che li trasportano attraversano l’abitato di Mola e di Cozze lasciando sulla strada scie maleodoranti di percolato dopo centinaia di chilometri di trasporto.

28 settembre 2009     

Provincia di Bari e Regione raggiungono l’intesa per l’ampliamento della cava di Giovinazzo e decidono di utilizzare intanto anche il sito di Conversano per i rifiuti di Bari. Qui arriveranno anche 150 tonnellate quotidiane dall’Ato Lecce 3, ma per un altro mese ancora.

6 novembre 2009
    

Il presidente Vendola firma l’ordinanza con la quale dà il via libera a partire da lunedì 9 all’impianto per i rifiuti di Ugento. Partono quindi le linee per la biostabilizzazione e la produzione di CDR. Si chiude così il ciclo nel bacino Lecce 3, che trasportava i rifiuti a Conversano (Ba).

8 novembre 2009    

Intervenendo a Mola di Bari in un convegno sulla "Gestione integrata dei rifiuti", il Presidente della Regione Puglia On. Nichi Vendola e l’Assessore regionale all’Ecologia Onofrio Introna annunciano che la Regione Puglia ha iniziato l’iter amministrativo/burocratico per la chiusura definitiva entro il 31 dicembre 2009 della discarica della Lombardi Ecologia in contrada Martucci, la sua messa in sicurezza e la predisposizione della lunga fase della gestione post operativa (cosiddetta “Post mortem”) del sito.
“Esprimo la riconoscenza e la gratitudine dei molesi nei confronti della Regione Puglia e del Presidente Vendola. È  un annuncio storico – dichiara il Sindaco di Mola Nico Berlen – che ci riempie di gioia, un obiettivo che la mia Amministrazione ha fortemente voluto e al quale abbiamo concorso portando un contributo costruttivo di proposte e di idee, un impegno preso dalle istituzioni davanti ai cittadini e mantenuto nonostante le difficoltà.”

11 dicembre 2009     

La Regione rilascia l'Autorizzazione Integrata Ambientale a LOMBARDI ECOLOGIA s.r.l. con sede in Triggiano alla Via Casalino, 103 per “l’impianto transitorio di smaltimento di RSU costituito dal III lotto di Discarica”, a servizio del Bacino BA/5 ubicato nel Comune di Conversano - Contrada Martucci. L’impianto è gestito in forza dei provvedimenti rilasciati dal COMMISSARIO DELEGATO per l’emergenza ambientale nella regione Puglia, da ultimo con Ordinanza n. 30/CD del 20.12.2004, che ha autorizzato la prosecuzione all’esercizio. La Società LOMBARDI ECOLOGIA s.r.l. ha presentato la richiesta di autorizzazione integrata ambientale il 28.02.2007.

30 dicembre 2009    

Il dirigente del Servizio Ecologia della Regione firma la determinazione con cui rinvia la chiusura della discarica Lombardi Ecologia srl, in contrada Martucci: "(...) i conferimenti al III lotto di discarica dovranno terminare entro la data di avvio del nuovo impianto a regime a servizio dell’ATO BA/5 e, comunque, al completamento della sagomatura e, quindi, del raggiungimento delle quote autorizzate. Auspicabilmente l’avvio dell’impianto a regime dovrà intervenire entro il 1° luglio 2010."

29 maggio 2010    

Il circolo di Mola di Legambiente lancia il “Conto alla rovescia per la chiusura definitiva della discarica della Lombardi Ecologia in contrada Martucci.



17 giugno 2010 ore 22.30    

Mola è invasa da un terribile odore di rifiuti (o esalazione di biogas) proveniente dalla discarica in contrada Martucci: succede da giorni, settimane, mesi, anni, decenni!!!! Da un'era?!